STAMPA

Mostra Isabel Aledo

Non è facile trovare le parole giuste per descrivere il percorso di una donna, di una artista, che si mette sempre alla prova e sorprende per la sua freschezza ideativa e espressiva.

Isabel viaggia e ci fa viaggiare con la fantasia, il suo mondo di valigie, uomini in mare, ascensioni vertiginose di edifici, si libra ora in volo, e tutto diventa improvvisamente leggero, pulito, affascinante. Il mix di colori e le verticalizzazioni inaspettate delle cromie accompagnano i movimenti leggeri dei corpi, fasciandoli in equilibri impensabili. La bambina spensierata che si libra in volo sull’altalena, una macchia di bianco antico con i capelli sparsi all’aria, è l’emblema di quello che ci vuole trasmettere la sua concezione di pittura. In quell’essere sospesa, quasi incredula ma felice, vediamo noi stessi, i nostri momenti migliori, e i nostri più reconditi desideri trovano finalmente una espressione compiuta.

Scorrono i quadri davanti ai nostri occhi e non possiamo non percepire la sua voglia di sfidare e mettersi alla prova, incessante e coraggiosa. La sospensione è una astrazione che non elude dal riatterrare e nuovamente spiccare il salto verso altre mete e altri obiettivi. Fantastici, ma non irrealizzabili. È questa la forza della sua arte, l’ispirazione che guida le sue pennellate. Davanti al bianco accecante della tela i sentimenti trovano la loro espressione più felice, aria e acqua si fondono per accogliere identità sospese magicamente individuate dai colori.

Ma le sue tonalità gentili e rassicuranti, mai gridate, ci mandano anche un invito all’amicizia, a trovare nella sospensione l’essenza dello stare insieme, di essere solidali, di aspettarci quando sembra che non ci siamo. Solo così, vuole dirci Isabel, il sogno e la fantasia possono ricongiungersi al nostro quotidiano.

Isabel ci dice dai suoi quadri che non dobbiamo mollare mai, e costruisce dimensioni spaziali per accogliere le nostre aspirazioni. Dobbiamo ringraziarla per questo regalo di amore, di speranza, di solidarietà. Non c’è enfasi nel dire che in un mondo ferito, contrastato, disilluso, la sua arte splende e ci rasserena.

Marco Rossi